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COSA FARE PER

Per aumentare il valore della casa  è indispensabile possedere caratteristiche “green”
 

Parliamo di “Caratteristiche Green” per descrivere quegli impianti ed elementi strutturali che conferiscono ad un edificio qualità supplementari, aumentandone l’efficienza ecologica, energetica e funzionale.
Si tratta di tutti quei sistemi studiati per ottimizzare/limitare il consumo di energia, al fine di ottenere una maggiore efficienza delle risorse ed un notevole risparmio energetico ed economico.
In particolare, ho selezionato 12 Caratteristiche Green:
  1. Impianto fotovoltaico
  2. Impianto solare termico
  3. Impianto geotermico
  4. Isolamento termico
  5. Infissi termici
  6. Pavimento radiante
  7. Pompa di calore
  8. Ventilazione meccanica controllata
  9. Domotica
  10. Isolamento acustico
  11. Impianto di recupero dell’acqua piovana
  12. Impianto di compostaggio domestico
‚ÄčQuando un immobile possiede una o più di queste caratteristiche, ha un valore aggiunto che, in caso di vendita della casa, rappresenta uno strumento in più per ottenere maggiori vantaggi economici nella trattativa e, dunque, va mostrato e valorizzato.
Gli impianti di produzione di energia rinnovabile, sia elettrica che termica, hanno un impatto diretto e molto forte sulle bollette. Produrre energia autonomamente significa acquistarne meno dai gestori e, dunque, spendere di meno. Una casa che possieda già un impianto di questo tipo ha, pertanto, un valore maggiore, perché di fatto fa risparmiare chi la abita. Questo valore si può calcolare partendo dall’investimento fatto per la realizzazione dell’impianto e sottraendo i risparmi ottenuti fino al momento della vendita.
Anche i sistemi di conservazione dell’energia termica sono fondamentali e vanno considerati e valorizzati durante la vendita.
Il risparmio in bolletta, anche in questo caso, è l’effetto principale della loro presenza all’interno della struttura di una casa. Conservare il calore (o il fresco) prodotto grazie a caldaie/pompe di calore/climatizzatori, significa aver meno bisogno di energia nuova e, quindi, risparmiare.
Ad esempio, una casa con una gestione domotica di sistemi come il riscaldamento radiante o la ventilazione meccanica,  permette di ottimizzare l’uso del calore/fresco grazie ai termostati. Questa energia termica, grazie a pareti ed infissi isolanti, resta nell’ambiente per lungo tempo prima che la temperatura si abbassi/si alzi e torni la necessità di produrre altro calore/fresco. Il risparmio in bolletta sarà evidente.
Fare un calcolo del valore dell’impianto è sicuramente più difficile, ma una casa con un’elevata classe energetica e con certificazioni energetiche ottimali, può essere valutata in modo decisamente più conveniente per chi vende.
Sistemi come la raccolta delle acque piovane, sebbene non direttamente legate all’energia, rappresentano anch’essi un risparmio notevole, pertanto vanno citati e considerati nel prezzo di vendita.
L’acqua piovana può essere utilizzata per l’irrigazione e per gli scarichi domestici, risparmiando sul consumo generale di acqua potabile, determinando vantaggi economici, ma anche ecologici.
Quindi è molto importante presentare gli impianti ed i sistemi che aumentano le prestazioni energetiche della casa in fase di vendita. Questo significa poter aumentare il prezzo di vendita in fase di trattativa.
Sarebbe bene che gli impianti presenti nella casa che si vuole vendere siano efficienti e curati, così da mostrare all’acquirente il loro funzionamento ed il vantaggio reale della loro presenza.
Le Caratteristiche Green, in conclusione, sono un punto di forza da mostrare e valorizzare in fase di vendita di un immobile, così com
e nel caso di affitto.
Perché scegliere la domotica per avere una casa moderna

L’applicazione della robotica e della tecnologia alla casa fa già parte del nostro presente. Sono sempre più avanzate le strategie di utilizzo della tecnologia e lo studio dei sistemi di automazione delle aree domestiche volti a rendere la casa più performante.
I campi in cui la domotica è impiegata con maggior successo sono:
  • Comfort: quindi una maggiore qualità della vita;
  • Sicurezza: miglioramento dei sistemi antifurto, antincendio, antiallagamento, ecc..;
  • Comunicazione: i diversi impianti sono connessi tra loro e con noi in un dialogo continuo;
  • Controllo: la casa gestita da dispositivi intelligenti e connessi tra loro permette di controllare e gestire in modo facile il funzionamento degli impianti presenti;
  • Risparmio: derivante dalla gestione controllata della climatizzazione e dell’illuminazione, fino alla manutenzione della casa.
L’impianto domestico assume la valenza di sistema domotico quando integra tutte le funzioni e permette, ad esempio, di:
programmare accensione o spegnimento delle luci di casa o l’apertura e chiusura di tende, tapparelle, porte di ingresso e serrande;
climatizzare ed impostare diverse combinazioni di temperatura nei vari ambienti domestici, anche stanza per stanza;
pianificare l’irrigazione del giardino o delle piante in terrazzo;
gestire il riscaldamento dell’acqua ad uso sanitario attraverso caldaia, scaldabagno o pannelli solari.
Per quanto riguarda il risparmio energetico, la domotica aiuta a monitorare i consumi energetici in modo costante, perché è in grado di programmare e gestire il singolo consumo dei dispositivi connessi, evitando così sovraccarichi e sprechi energetici dovuti a dimenticanze o ad altre situazioni.
Altro aspetto di fondamentale importanza: la domotica protegge le nostre case offrendoci maggior sicurezza, perché si possono programmare e gestire i sistemi di ingresso/accesso all’abitazione, sistemi antintrusione e antirapine, di comunicazione tra interno ed esterno, antincendio o antiallagamento.
Anche il videocontrollo ambientale, locale e a distanza, è un efficace strumento per rendere più sicure le nostre case.
Da sottolineare anche il ruolo che la domotica può avere nella vita di persone sole, anziane, ammalate o con disabilità, che hanno la necessità di sentirsi sicure, anche grazie a sistemi di telesoccorso e teleassistenza, e di controllare la propria casa autonomamente ed in modo semplice ed agevole.
La domotica, quindi, può svolgere un ruolo importantissimo nel rendere più efficienti e performanti le apparecchiature, gli impianti ed i sistemi di una casa che diventa, così, “intelligente” perché capace di controllare e gestire in modo facile il funzionamento degli impianti connessi.
Per capire quanto costi un sistema domotico, dobbiamo conoscere materialmente di cosa si tratti e quali componenti lo costituiscano.
In generale, possiamo stimare che un sistema domotico base, con controlli sulle funzioni principali della casa, ha un impatto che va dal 30 al 50% sul costo degli impianti elettrici e del 5% sul costo totale di una ristrutturazione.
Il perno attorno al quale ruota l’importanza di una casa intelligente e il futuro della domotica è “l’essere connessi”. Tutti i settori della casa che si vogliano rendere automatici, dagli infissi, ai riscaldamenti, dagli elettrodomestici, all’impianto antincendio, devono comunicare e una rete wifi facilita questo compito senza creare un dedalo di cavi e fili.
La domotica, insomma, rappresenta una prospettiva davvero unica, dove estetica e funzionalità convivono senza compromessi; dove consumi e costi sono ottimizzati senza rinunce; dove le piccole e grandi attività del vivere quotidiano sono gestite in modo semplice ed intuitivo per contribuire alla realizzazione di un ambiente veramente confortevole.
Le case domotiche sono un esempio di come la tecnologia possa aiutare l’uomo e nello stesso tempo l’ambiente, trovando soluzioni semplici ed ecosostenibili.
Recupero dell’acqua piovana: come funziona e perché è importante
 
Il quadro dei consumi di acqua forniti dall'ISTAT rivela che negli ultimi anni è aumentata la tendenza ad ottimizzare la risorsa acqua, ma non ancora sufficiente.
Nei comuni capoluogo di provincia si utilizzano circa 245 litri pro capite di acqua potabile al giorno. Non sono pochi. Tra l’altro, va considerato che circa la metà dell’acqua potabile che si usa in casa non è utilizzata per scopi potabili o per cucinare, ma per fare pulizie, ricaricare sciacquoni, irrigare orti e giardini, lavare automobili, ecc. Per tutte queste necessità si può utilizzare un’altra fonte di acqua, gratuita e preziosa: la pioggia.
Vediamo come è fatto un sistema per la raccolta e l’utilizzo delle acque meteoriche
Esistono essenzialmente 2 tipologie di impianto: per uso irriguo o per uso domestico. Un impianto per raccolta ed utilizzo di acqua piovana  è fondamentale che i tubi utilizzati siano marcati in modo evidente per evitare contaminazioni, dato l’utilizzo di acqua non potabile e non purificata microbiologicamente.
Il dimensionamento dell’impianto di recupero delle acque piovane è un passaggio fondamentale che deve esser fatto da professionisti esperti del settore. Per una corretta valutazione si dovranno prendere in considerazione diversi parametri, come la piovosità dell’area, la superficie di raccolta, il materiale da cui è composta la superficie ed il fabbisogno idrico dell’abitazione.
È importante, comunque, che sia presente il doppio impianto, ovvero, quello di raccolta e quello della rete idrica tradizionale, sia per avere acqua nei periodi di siccità, sia per avere sempre a disposizione acqua potabile.
Un impianto di raccolta delle acque può far risparmiare anche più del 50% di consumi di acqua e ha una durata molto lunga, permettendo di ripagare l’investimento in circa 10-15 anni.



 
Una casa sostenibile è ben coibentata

Una casa sostenibile per l’ambiente è ben isolata e non deve presentare dispersioni termiche. Un’abitazione priva di isolamento fa aumentare i costi di riscaldamento e aria condizionata. La coibentazione consente di ridurre i consumi energetici drasticamente.
In realtà, gran parte dei principi dell’architettura sostenibile  vertono sul garantire un buon isolamento per abbassare il fabbisogno energetico dell’intera struttura edilizia. In questo settore sono di fondamentale importanza i materiali di costruzione e la presenza di un involucro edilizio opportunamente progettato.

 
       
CONTRIBUTO CREDITO D'IMPOSTA 50%

Volto ad incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, è riconosciuto, per il periodo d'imposta 2020, un credito d’imposta, nella misura del 50% per:
Spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro
  • Acquisto di dispositivi di protezione individuale
  • Acquisto di altri dispositivi di sicurezza, atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale
Il credito è calcolato sui costi sostenuti e documentati ed è riconosciuto  per un importo massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario.
 
Tipologia  di spese ammissibili :
  • spese di sanificazione degli ambienti di lavoro
  • spese di sanificazione degli strumenti di lavoro
  • spese per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale dei lavoratori
  • spese per l’acquisto di altri dispositivi di sicurezza dei lavoratori.
Sull’ampliamento del novero dei costi ammissibili la relazione illustrativa al D.L. Liquidità fornisce un’elencazione esemplificativa dei dispositivi di protezione individuale e degli altri dispositivi di sicurezza.
Fra i dispositivi di protezione individuale rientrano i seguenti:
  • mascherine chirurgiche, mascherine Ffp2 e Ffp3
  • guanti
  • visiere di protezione e occhiali protettivi
  • tute di protezione e calzari.
Fra gli altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale rientrano i seguenti:
  • barriere protettive
  • pannelli protettivi
  • detergenti mani
Sospensione mutui, anche per lavoratori autonomi

Già il decreto del 2 marzo all’articolo 26 ha previsto un ampliamento del Fondo di solidarietà, in modo da garantire un aiuto a chi si trova in difficoltà col mutuo della prima casa. Con l'aggiornamento del 30 Marzo sono state introdotte due novità fondamentali:
il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa è stato esteso anche ai lavoratori autonomi -previa autocertificazione della riduzione del fatturato-, e per accedervi è stato eliminato il requisito ISEE.
Al via la possibilità di richiedere il congelamento delle rate del mutuo per l'acquisto della prima casa per chi ha subito la riduzione dell'orario, la sospensione dal lavoro o per chi attraversa un momento di difficoltà a causa dell'emergenza coronavirus. Vediamo i requisiti necessari, il modulo da utilizzare e l'iter da seguire per inoltrare la domanda. 
In quali casi è possibile congelare le rate
Possono richiedere il congelamento delle rate (per un massimo di 18 mesi) tutti gli intestatari di un contratto di mutuo che hanno subito la riduzione dell'orario per 30 giorni e per almeno il 20% o la sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni. Sia il mutuo che il richiedente, però, devono rispettare alcuni criteri precisi:
  • il contratto deve essere stato stipulato da più di un anno rispetto alla data di richiesta della sospensione;
  • la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro devono essere avvenute nei tre anni precedenti alla richiesta;
  • il capitale residuo del mutuo non può essere superiore a 250.000 euro;
  • il mutuo deve essere stato acceso per l'acquisto dell'abitazione principale e non per un immobile di lusso;
Normalmente l'Isee del richiedente non può essere superiore ai 30.000 euro, per i prossimi nove mesi non è richiesto il rispetto di questo limite;
Per i prossimi nove mesi questa misura vale anche per autonomi (escluse ditte individuali e imprese) e liberi professionisti che dichiarano con autocertificazione di aver subito dal 21 febbraio in avanti per tre mesi o comunque, se inferiore a un trimestre, fino al momento della presentazione della domanda, una riduzione del fatturato medio giornaliero superiore al 33% rispetto a quello dell'ultimo trimestre 2019.
Come fare richiesta?
Sarà la Consap per conto del Ministero dell'Economia a gestire le risorse del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che ammontano a circa 400 milioni di euro.
Per fare richiesta della sospensione delle rate del mutuo della prima casa si deve innanzitutto compilare il nuovo modulo, che può essere compilato online direttamente sui siti di:
  • Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • Consap;
  • Abi.
Una volta compilato, il modulo va inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca.
C’è da specificare che gli interessi saranno comunque dovuti, come specifica il comma 2 dell’articolo 54:
“Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o finanziari, il Fondo istituito dal comma 475, su richiesta del mutuatario che intende avvalersi della facoltà prevista dal comma 476, presentata per il tramite dell’intermediario medesimo, provvede, al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.”

 
CORONAVIRUS: ACQUISTO DELLA CASA E SCADENZA DEL TERMINE DEL PRELIMINARE O DELLA PROPOSTA DI ACQUISTO
 
Cosa accade se, in questo periodo, scade (o si avvicina) la scadenza del termine del contratto preliminare oppure della proposta contrattuale sottoscritti per acquistare un immobile ?
E il relativo acconto già eventualmente versato ?
SCIOGLIERE IL CONTRATTO O REVOCARE LA PROPOSTA ? MOLTO DIFFICILE E ONEROSO.
In primo luogo, occorre precisare che è molto difficile, salvo casi rari, chiedere la risoluzione (cioè lo scioglimento) del contratto per impossibilità sopravvenuta o per eccessiva onerosità  sopravvenuta.
E, quindi, anche la restituzione dell’acconto eventualmente versato.
In concreto, il compratore dovrebbe dimostrare (con rigorose prove documentali) che l’emergenza sanitaria ha inciso, direttamente, sulla sostanza delle condizioni economiche contrattuali stabilite nel preliminare o nella proposta. Circostanza, questa, che appare realmente difficile in una compravendita di abitazione.
Rispettare, quindi, il preliminare, o la proposta, parrebbe la strada più coerente.
La Legge ha, fortunatamente, introdotto una nuova norma dedicata proprio alla scadenza del termine del preliminare o di una proposta di acquisto.
L’art. 91 del D. Legge 18 marzo 2020, cd. “Cura-Italia”, prevede che ove il debitore (nel nostro caso il compratore che non rispetti il termine concordato nel preliminare o nella proposta ) ha una responsabilità di fatto affievolita, se non addirittura esclusa, in quanto il Giudice (ove sorga una causa civile) deve sempre valutare le circostanze derivanti dalla emergenza sanitaria.
In altri termini, le misure definite dal Governo con i recenti DPCM e adottate dalle parti contrattuali, portano di fatto ad una esclusione quasi totale della responsabilità in caso di scadenza del termine previsto nel preliminare ovvero nella proposta di acquisto.
Sostenere che il Notaio non era disponibile non è una scusa idonea, posto che gli studi notarili sono servizi essenziali e sono di fatto aperti.
Anche la circostanza della chiusura delle Conservatoria non è più sostenibile, in quanto le stesse hanno ripreso regolarmente i servizi.
Attivarsi per la stipula del rogito e dimostrare di aver fatto tutto quanto necessario, anche con l’eventuale Banca mutuante, per rispettare comunque il termine, è la prova migliore per essere esonerati da eventuali responsabilità future, ove proprio non si possa addivenire al rogito entro i termini stabiliti.


 
     
La figura dell’Architetto per ampliare la tua casa  

Quella dell’Architetto rappresenta una figura professionale estremamente importante al quale rivolgersi per una moltitudine di questioni, sia pratiche che burocratiche.
Le competenze del tecnico, grazie anche al loro approccio multitasking in merito alle questioni che vengono loro poste dai clienti, li rendono una figura indispensabile per ampliare la propria abitazione.
Per procedere al possibile ampliamento è necessario verificare:
  • La capacità edificatoria nel proprio territorio prevista all’interno delle norme del PGT (Piano Governo del territorio);
  • per impostare la parte burocratica relativa alla S.C.I.A. (la documentazione necessaria per avviare i lavori di restauro o rinnovo della propria casa);
  • per progettare la direzione dei lavori;
  • per certificare il livello energetico della propria abitazione;
  • progettare gli interni di quella che sarà la nostra nuova casa e molto altro ancora.
Obbligo dello scarico al tetto per caldaie e camini
 
A livello nazionale, già a partire dal 31 Agosto 2013 con la Legge 90/2013, è obbligatorio che lo scarico di tutti i nuovi impianti termici vada a tetto tramite apposite canne fumarie, sia per edifici monofamiliari che plurifamiliari. Lo scarico a parete è permesso solo in sostituzione di caldaie a condensazione. Di conseguenza, a partire dal 2013 tutti gli impianti sono stati adeguati alla nuova normativa e messi a norma in punto di scarico. A latere di tale adeguamento alla normativa in vigore, permangono determinati obblighi di procedere a manutenzione periodica degli impianti, al fine di verificare il corretto scarico dei fumi per una tutela ambientale e della salute. Il proprietario che non adempie a tali controlli e verifiche è soggetto a responsabilità e sanzioni in caso si verifichino problematiche ad egli imputabili. Tale previsione vale sia per le normali caldaie che per i cosiddetti “Camini” o caldaie a legna.
Questo principio è stato più volte ribadito dalla Corte di Cassazione, (ex multis Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 28 maggio 2015, n. 22793) che ha affermato che «spettano al proprietario e non all’artigiano gli obblighi inerenti la manutenzione dell’impianto di evacuazione dei fumi prodotti dalla caldaia a legna». Più nello specifico: «spetta in primo luogo al “proprietario” mantenere in esercizio gli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva e provvedere affinché siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo le prescrizioni della normativa vigente; e che “l’operatore”, incaricato del controllo e della manutenzione degli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva, esegue dette attività a regola d’arte, nel rispetto della normativa vigente, con l’obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto di controllo tecnico».

 
Soluzioni Ingegnose per Nascondere i Cassonetti delle Tapparelle

I cassonetti delle tapparelle a vista non ti convincono? Guarda le soluzioni adottate in questi appartamenti: a volte è sufficiente un uso attento del colore, altre volte una tenda può essere l’idea vincente, altre ancora il cartongesso può diventare il migliore alleato per far nascondere i cassonetti delle tapparelle (almeno) alla vista.
Non dimenticare però che le tapparelle devono sempre poter essere ispezionate. La buona notizia è che anche lo sportello per l’ispezione può essere nascosto grazie a soluzioni posizionate nella parte inferiore, come le botole rasomuro installate orizzontalmente, nel controsoffitto, o verticalmente, a parete nei locali non ribassati.


L’ispezione in questo esempio è permessa da un frontalino estraibile, ma esistono anche soluzione con braccetto a tirare per l’apertura.

 
     
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